Incredible

I had missed-finding you.

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La nostalgia di un giorno d’autunno ad agosto

Staccata la spina per condividere o per non condividere più con tanti, ma solo con chi ti sta a cuore, gli attimi di questa vita, forse lunga o forse no, che ora ti spinge e t‘ispira ad occuparti di te, di lei, di voi. Girarsi e vedere attimi perduti in km di viaggi verso un‘altra città estranea, quella città che colma la voglia di viaggiare e la curiosità che ti porti dietro da sempre, quella città che ti abbraccia con il pensiero se volerci vivere o scappare via subito dopo l‘impegno che aveva il solo ed unico scopo di costruire, o meglio di continuare a costruire il vostro mondo, quello che appartiene solo a voi due. Staccare quella spina ti aveva fatto bene ed aveva portato l‘esserci quando lei chiedeva qualcosa, quando lei ti fissava negli occhi dicendoti, senza poterlo  fare, che ora ti avrebbe stretto a se e baciato a lungo, fino a perdersi nelle tue labbra morbide e in quella femminilità che acchiappava i passanti. Quella bellezza fragile e sensibile, quegli occhi brillanti che lei avrebbe voluto guardare profondamente più spesso, quei passi sicuri che muovendosi facevano accarezzate ai capelli biondi le spalle nude di un‘estate soleggiante. Staccare la spina aveva causato quel senso di nostalgia, nostalgia di un qualcosa che non hai mai avuto e che sai benissimo che non avrai mai, era un vero peccato ammirare alcuni per la loro bellezza interiore ed oltre, qualcuno che è e resterà sempre distante.

Le zampe le graffiavano leggermente le ginocchia, questo era il richiamo di mimì, mimì voleva uscire, andare fuori ed esplorare alcune piante, quelle piante selvagge come anche lei avrebbe voluto esserlo, selvaggia come Zero, uno dei personaggi del libro che aveva appena finito di leggere, un libro che l‘aveva presa fin dal inizio, questo era il motivo per cui l‘aveva terminato in pochi giorni, lei aveva sempre bisogno di qualcosa che l‘avvolgesse, che l‘attaccasse alla vita ancora una volta; era spaventata da chi e da cose che l‘avrebbero annoiata, aveva bisogno di una vita piena, non banale, non normale come quella di sua madre, delle sue sorelle e di quanti lei conosceva, questo era anche il motivo per cui un giorno aveva mandato tutto all‘aria, tutto quello che sembrava una vita tranquilla ma che a lei pareva così banale, noiosa, da morirci dentro. C‘erano momenti in cui non aveva voglia di guardare né parlare con nessuno, le era piaciuta quella ragazza con il cane biondo che camminava dal altro lato della strada, che si girò e che attraversò e con la quale aveva scambiato solo un accenno di sorriso, le piaceva perché ora non aveva proprio voglia di scambiare le solite parole spesso noiose con altri proprietari di cani, lei si sentiva proprietaria di mimì, anche se sapeva benissimo di non esser la sola ad amare mimì, lei non l‘avrebbe mai lasciata, amava troppo quel piccolo essere a quattro zampe che saltava nel tappeto di casa, che tremava di freddo quando solo pioveva leggermente e che la salutava con tanta gioia quando la vedeva, amava il suo caldo corpo che si sedeva a fianco toccandole le gambe, le sue fragili e lunghe zampe e le enormi orecchie che decidevano comunque e sempre tutto, le orecchie di mimì non funzionavano che raramente, proprio solo quando era estremamente necessario. Amava mimì perché mimì era speciale, come nessuna persona al mondo può esserlo.

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Luna


Das ist Luna, unser Querdenker, Spielgefährte und Allesfresser.
Sie sorgt, egal wo wir sind, immer für gute Stimmung😉

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Due vite solo sè

Ho bisogno di 2 vite in parallelo,
per darti quanto voglio,
per fare ciò che amo,
per andare dove desidero,
per respirare la libertà.
Ho bisogno di due vite,
perché ho sete di noi,
della fiamma di un fuoco che arde,
del mare e delle nostre orme sulla spiaggia,
delle nostre parole sussurrate,
dei brividi nascosti,
dell’intesa fra i nostri sguardi,
del profumo di te.
Ho bisogno di tutto ciò che ora mi dai,
di ciò che abbiamo già vissuto,
di ciò che abbiamo già percepito,
ma ne ho bisogno in quantità infinite,
ne voglio come se fossi un mare senza orizzonte
un tramonto senza confine,
ne voglio tanto quanto è lunga una vita.
Ed invece di vita ne ho una sola,
che devo dividere, in cui devo decidere,
selezionare, ritagliare,
sospirare per ogni attimo rubato,
in cui devo fermarmi per ogni sorriso che mi hai regalato,
imprecare per ogni gradino in salita,
per ogni attimo perduto,
per cose non dette, per attimi strappati via.
Voglio due vite in parallelo, ma le voglio solo sè, al mio fianco ho sempre te.

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Annita

Sono uscita,
ho camminato,
ho cercato
nella notte profonda
il silenzio di te,
volevo si fosse fermato
nell’immensità del cielo,
ho desiderato di vederlo
ed ho guardato in alto,
con lo sguardo smarrito,
ho esplorato fuori ma infine ho trovato, solo nel profondo di me stessa, un feroce ruggito di dolore,
di strazio, che tu,
proprio tu, mi hai lasciato.

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Lascia che sia

Ti volti fra le pagine perse e le righe lasciate, noti che qualcuno ti segue, l’impronta in un primo momento potrebbe forse anche piacerti ma subito dopo ti rendi conto che t’impaurisce; nello specchio di quelle parole il tuo sguardo è perso, impaurito, spesso alla ricerca di qualcosa della quale non hai una spiegazione ma che è radicata in te. Ed ora prendi i tuoi pensieri ed accompagnali proprio la’, in quel posto del quale nessuno ti ha mai parlato perché ci devi arrivare da sola, lascia che si perdano fra le tante storie mai vissute intensamente, saziali di questa vita, lascia che al tuo risveglio ti guardino profondamente negli occhi, senza che abbiano paura di perdersi nell’intensità di essi, ma soprattutto del tuo cuore.

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presente sempre

Presente, è questo che vorrei essere, per ogni attimo che mi resta, che ancora mi viene regalato, che ancora forse mi appartiene, indifferentemente dal fatto che questo istante sia bello o brutto è ciò che desidero.
Presente è quello che sto vivendo ora, ed in nessun altro posto vorrei essere se non qui, accanto a te mentre ti mentre ti accarezzi i pensieri con l’anima.
Presente in ogni momento della mia vita, raramente lo sono stata finora, ed è meglio che non mi volti a guardare il passato per non ferire me stessa di tutto il tempo ingannato.
Presente è ciò che pretendo da me e da te, perché non vorrei che la morte venisse e ci cogliesse impreparate, impreparate ad una ferita che non potrà rimarginarsi, mai.

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